Quasi tutti hanno sentito dire che bisogna mettere da parte tra 3 e 6 mesi di spese. Il problema è che questa forbice lascia troppe domande aperte: quali spese contano? 3 o 6 mesi? E se lavori in proprio? Quanto ci vorrà per arrivarci? Senza una cifra precisa, il fondo di emergenza resta una buona intenzione.
Se non hai ancora chiaro cos'è e a cosa serve, parti dalla guida sul fondo di emergenza. Qui andiamo dritti al calcolo: quattro passaggi per arrivare alla tua cifra esatta, tre esempi completi con profili molto diversi e gli errori che rendono la somma finale inutile proprio quando ti serve.
Passo 1: calcola le tue spese essenziali, non le spese totali
Il fondo di emergenza non deve mantenere la tua vita attuale così com'è. Deve coprire l'indispensabile mentre risolvi l'imprevisto. Per questo la base del calcolo non sono le tue entrate né le spese totali, ma le spese essenziali: quello che continueresti a pagare anche tagliando tutto il resto.
| Da includere | Da escludere |
|---|---|
| Affitto o rata del mutuo | Ristoranti, svago e viaggi |
| Luce, acqua, gas e internet | Abbonamenti che potresti disdire |
| Spesa alimentare di base | Vestiti e acquisti non urgenti |
| Trasporti per andare al lavoro o cercarne uno | Versamenti in investimenti o piani di accumulo |
| Assicurazioni, rate di prestiti e spese per i figli | Rimborsi anticipati di debiti |
Due consigli per ottenere una cifra realistica:
- Usa la media degli ultimi 3 mesi: controlla gli estratti conto e somma le spese essenziali di ogni mese. Un solo mese può ingannare se conteneva una spesa straordinaria o se ne mancava una abituale.
- Spalma le spese annuali: l'assicurazione dell'auto, il bollo o la manutenzione della caldaia non arrivano ogni mese, ma arrivano sempre. Dividi l'importo annuale per 12 e aggiungilo.
Se fai fatica a distinguere un tipo di spesa dall'altro, l'articolo sulle spese fisse e variabili ti aiuta a classificarle.
Passo 2: scegli quanti mesi ti servono in base al tuo rischio
I mesi di copertura dipendono da quanto è probabile perdere le entrate e da quanto tempo ti servirebbe per recuperarle. Invece di scegliere 3 o 6 a caso, puoi usare questo sistema a punti. Parti da 3 mesi e aggiungi quelli che ti riguardano:
- In casa c'è un solo reddito: +1 mese.
- Hai figli o altre persone a carico: +1 mese.
- Lavori a partita IVA o le tue entrate cambiano molto da un mese all'altro: +3 mesi.
- Hai un contratto a tempo determinato o lavori in un settore con licenziamenti frequenti: +1 mese.
- Affitto o mutuo superano il 40% delle tue entrate: +1 mese.
- Hai una casa di proprietà o un'auto con molti anni: +1 mese per il rischio di riparazioni importanti.
Il risultato di solito sta tra 3 e 9 mesi. Se superi 12, fermati a 12: oltre quella soglia, il denaro fermo inizia a costarti più di quanto ti protegga. Se lavori in proprio, la guida sulle finanze personali per freelance approfondisce la tua situazione.
Passo 3: adatta la cifra alla tua situazione
Con i primi due passaggi hai già la formula di base:
Spese essenziali mensili × mesi di copertura = fondo di emergenza
Prima di considerarla definitiva, controlla due aggiustamenti che possono cambiarla parecchio:
- Entrate che continueresti a ricevere: se hai diritto alla NASpI o il tuo partner manterrebbe il suo stipendio, una parte delle spese sarebbe coperta. Puoi ridurre l'obiettivo, ma tieni almeno 2 o 3 mesi completi: l'indennità impiega settimane ad arrivare e a volte è più bassa del previsto.
- Franchigie e spese che nessuna assicurazione copre: se l'assicurazione dell'auto ha una franchigia di 600 € o sai che la caldaia ha 15 anni, aggiungi questi importi. Sono gli imprevisti più probabili.
Se vuoi ragionare sullo scenario peggiore, la guida su cosa fare quando si perde il lavoro spiega come far durare il fondo nei primi mesi.
Tre esempi di calcolo completi
Ecco il calcolo applicato a tre profili molto diversi:
- Giulia, 29 anni: dipendente a tempo indeterminato, vive da sola in affitto. Spese essenziali: 650 € di affitto, 90 € di utenze, 220 € di spesa, 60 € di trasporti, 50 € di assicurazioni e telefono e 30 € di spese annuali spalmate. Totale: 1.100 € al mese. Punti: 3 di base + 1 perché è l'unico reddito = 4 mesi.
- Marta e Luca: un figlio, un solo stipendio in casa e un mutuo che si prende il 42% delle entrate. Spese essenziali: 2.000 € al mese. Punti: 3 + 1 (un reddito) + 1 (figlio) + 1 (mutuo) = 6 mesi.
- Matteo, 38 anni: grafico a partita IVA con entrate irregolari, vive da solo. Spese essenziali compresi i contributi INPS: 1.300 € al mese. Punti: 3 + 3 (partita IVA) + 1 (un reddito) = 7 mesi.
| Profilo | Spese essenziali | Mesi | Obiettivo |
|---|---|---|---|
| Giulia | 1.100 € | 4 | 4.400 € |
| Marta e Luca | 2.000 € | 6 | 12.000 € |
| Matteo | 1.300 € | 7 | 9.100 € |
Nota che Matteo spende appena più di Giulia, ma gli serve più del doppio. La dimensione del fondo dipende dal rischio tanto quanto dal livello di spesa.
Passo 4: calcola quanto tempo ti serve per metterlo insieme
Una cifra senza scadenza diventa facilmente qualcosa che farai "quando potrai". Il calcolo dei tempi è altrettanto semplice:
Obiettivo ÷ risparmio mensile = mesi per completarlo
| Obiettivo | Risparmiando 150 €/mese | Risparmiando 300 €/mese | Risparmiando 500 €/mese |
|---|---|---|---|
| 4.400 € | 30 mesi | 15 mesi | 9 mesi |
| 9.100 € | 61 mesi | 31 mesi | 19 mesi |
| 12.000 € | 80 mesi | 40 mesi | 24 mesi |
Se i tempi ti sembrano infiniti, dividi l'obiettivo in tappe. Una prima tappa di 1.000 € copre già la maggior parte dei piccoli imprevisti, come un guasto all'auto o il conto del dentista. La seconda tappa, un mese intero di spese essenziali, ti dà margine davanti a un problema più serio. Da lì in poi, ogni mese in più è tranquillità in più.
Il modo più affidabile per rispettare i tempi è far partire il versamento in automatico il giorno in cui ricevi lo stipendio. Lo spieghiamo nel dettaglio nell'articolo sul risparmio automatico.
Dargli una cifra e una data cambia il risultato: un obiettivo come "risparmiare per le emergenze" si abbandona facilmente, mentre "4.400 € in 15 mesi" si può seguire mese dopo mese. Segnarlo come obiettivo di risparmio, in un foglio di calcolo o in un'app come Be Budget Today, ti permette di vedere quanto hai già messo da parte e quanto manca senza collegare il tuo conto bancario.
Errori frequenti nel calcolo del fondo di emergenza
- Calcolarlo sulle entrate: se guadagni 2.000 € ma le tue spese essenziali sono 1.300 €, partire dallo stipendio ti costringe a risparmiare oltre il 50% in più del necessario e allontana l'obiettivo.
- Includere tutte le spese attuali: in un'emergenza taglieresti svago e acquisti. Contarli gonfia la cifra senza motivo.
- Dimenticare le spese annuali: è l'errore più comune. Assicurazioni, tasse e manutenzione possono arrivare a centinaia di euro l'anno.
- Contare gli investimenti come parte del fondo: se per usare i soldi devi vendere azioni o fondi, rischi di farlo nel momento sbagliato. Il fondo deve avere liquidità immediata. L'articolo sulla differenza tra risparmio e investimento spiega perché.
- Calcolarlo una volta e dimenticarsene: la cifra giusta oggi potrebbe non bastare tra due anni.
Quando ricalcolare il fondo di emergenza
Il fondo di emergenza è calcolato sulla tua situazione attuale, e quella situazione cambia. Rifai i quattro passaggi ogni volta che succede uno di questi cambiamenti:
- Trasloco: un affitto più alto o un nuovo mutuo cambiano la base del calcolo.
- Cambio di lavoro o di tipo di contratto: passare da dipendente a partita IVA può raddoppiare i mesi necessari.
- Nascita di un figlio o una persona in più a carico: spese essenziali e punti di rischio salgono insieme.
- Dopo averlo usato: reintegra prima quello che hai speso e approfittane per controllare se la cifra basta ancora.
Al di fuori di questi momenti, basta una revisione all'anno. Puoi inserirla nella tua revisione finanziaria mensile di dicembre o di gennaio: verifica che le spese essenziali siano rimaste le stesse e aggiorna l'obiettivo se sono salite. Dieci minuti che fanno sì che, quando arriva l'imprevisto, i soldi bastino davvero e non siano solo una stima approssimativa.